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Storici a confronto: Clio aiuta a
preparare il futuro della cultura europea
Tuning , termine che una intera
generazione associa al tasto di una vecchia radio, è ora il cuore
del processo di trasformazione delle università europee, si chiama
così infatti un nuovo ambizioso progetto, che associa più di 100
atenei in Europa: ‘ Tuning educational structures in Europe’.
Tuning , dunque 'sintonizzare', è il nuovo slogan e la meta
da raggiungere, mentre si è accantonato il concetto di
"armonizzare", che lasciava troppo spazio al concetto di adattare,
mutare, magari verso paventati curricula con valenza generale. "
La protezione della ricca diversità dell'istruzione superiore in
Europa e la priorità ", questa la linea guida per i due
coordinatori del progetto, Julia Gonzalez dell'Università di Deusto
a Bilbao e Robert Wagenaar dell'Università di Groningen e questo il
messaggio lanciato nella conferenza conclusiva della prima fase del
progetto, ospitata dalla Commissione Europea lo scorso 31
maggio.
Viviane Reading, la Commissaria
Europea per l'istruzione e la cultura, ha aperto il convegno
dedicato a Tuning, chiedendosi: " Perché il progetto
Tuning sta ricevendo una così grande attenzione e sta creando tante
aspettative? Credo che sia perché Tuning tocca il cuore del processo
di Bologna."
Nell'incontro dei ministri
dell'Istruzione superiore tenutosi a Bologna nel 2000 si era infatti
indicato come obiettivo la costruzione di un sistema universitario
articolato in due cicli (i curricula con lauree di primo e secondo
livello, per usare la terminologia italiana, undergraduate e
postgraduate nel mondo anglosassone), Tuning ha
mostrato che questa sintonizzazione è possibile se i gradi
accademici finali sono messi a confronto in termini di obiettivi
didattici e competenze e sono collocati in un sistema integrato a
livello europeo di accumulo dei crediti didattici, costruito sulla
base del sistema esistente di trasferimento dei crediti sperimentato
nell'European Credit Transfer System (ECTS).
Il progetto ha indagato il tema delle
competenze trasversali e di quelle specifiche disciplinari
attraverso la distribuzione su scala europea di questionari tra
laureati, datori di lavoro e docenti universitari. I risultati hanno
messo in luce l'importanza di alcune competenze generiche:. tra
queste la capacità di analisi e sintesi, la capacità di apprendere,
di risolvere problemi complessi, di mettere in pratica le
conoscenze, l'attenzione alla qualità e la capacità di gestire le
informazioni. Probabilmente il risultato più significativo e
concreto del progetto è l'accordo, raggiunto da gruppi di docenti
provenienti da Università dell'Unione Europea, sull'identificazione
di un certo numero di competenze specifiche per le aree disciplinari
dell'economia aziendale, della chimica, delle scienze della
formazione, della geologia, della storia, della matematica e della
fisica. È risultato evidente che per ciascuna di queste discipline è
possibile delineare elementi di fondamento comune per il primo ciclo
di studi superiori, ma si è anche notato che lo s tesso non è
necessariamente possibile o auspicabile per il ciclo specialistico
di secondo livello.
Le singole discipline dunque si
interrogano non solo su contenuti e metodi ma anche su obiettivi e
finalità e lo fanno su scala europea, cogliendo i vantaggi e
affrontando le sfide che la rapida espansione dei contatti tra
le diverse tradizioni culturali e formative presentano
all'Università e, di riflesso, alla società intera. Un recente
esempio significativo della riflessione che attraversa le
università, è quello che tocca le discipline storiche -- e dunque
interessa profondamente la cultura e l'identità europea -- ed è la
nascita della rete tematica di Storia CLIOHnet (Creating
Links and Innovative Overviews to Enhance Historical Perspective in
European Culture: http://www.unipi.it/ateneo/comunica/comunicati1/archivio/2002/giugno/www.clioh.net),
un progetto di cooperazione, coordinato da Ann Katherine Isaacs
dell'Università di Pisa, che riunisce 58 Istituzioni di 30 paesi
europei e che ha un ruolo chiave in Tuning in quanto
costituisce il collegamento tra quest'ultimo progetto e la comunità
accademica dei paesi che si apprestano ad entrare nell'Unione
Europea. CLIOHnet agisce su diversi livelli. Nel corso dei
tre anni di attività previsti (2001-2004) sarà tenuto un incontro
per docenti, studenti, ricercatori e altri cittadini interessati in
ogni paese. Sono state inoltre create cinque Task Forces in aree di
interesse prioritario: i temi delle pari opportunità e della storia
di genere; le questioni etniche e il razzismo; l'uso
dell'insegnamento aperto e a distanza e delle nuove tecnologie
dell'informazione e della comunicazione per raggiungere nuove
prospettive storiche; la storia e le scienze umane nei curricula
scientifici e tecnologici; lo spazio storiografico allargato ai
paesi dell'Europa Orientale e del Mediterraneo. La giornata
nazionale CLIOHnet per l'Italia si terrà presso l'Univesità
di Bologna, il prossimo 28 giugno, con il significativo titolo
Reti di Storia: Per l'innovazione e la qualità in un contesto
europeo . Mentre la mattina sarà dedicata ad illustrare le
attività di CLIOHnet e il progetto Tuning ( http://europa.eu.int/comm/education/tuning.html),
nel pomeriggio si terrà infatti un Workshop del gruppo di lavoro
dedicato a Diachronic Cyberspace, Information Technology and
Innovative ODL , organizzato in collaborazione con il Consorzio
italiano per le Discipline storiche online La Storia ( http://www.lastoria.it).
Dunque sempre storici al tavolo di
lavoro, ma intenti a tessere le maglie delle reti telematiche e ad
interrogarsi su come sviluppare in Europa innovazione e qualità nei
nuovi scenari dell'apprendimento della Storia.
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